La barzelletta del prete e la bicicletta affidata allo Spirito Santo: riderai fino alle lacrime

Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’umanità, eppure la scienza fatica ancora a spiegarne appieno i meccanismi. Secondo le ricerche del neurologo Robert Provine, la risata è prima di tutto un fenomeno sociale: ridiamo il 30% in più in compagnia rispetto a quando siamo soli. Ma cosa scatta nel nostro cervello? In sostanza, l’umorismo nasce da un’incongruenza risolta in modo inaspettato: il cervello si aspetta una cosa, ne riceve un’altra, e quella sorpresa genera piacere. Non siamo i soli: studi condotti sugli scimpanzé e persino sui ratti hanno dimostrato che anche altri animali producono qualcosa di simile alla risata, soprattutto durante il gioco. Noi umani, però, abbiamo sviluppato qualcosa di più sofisticato: l’ironia. Gli Antichi Romani, ad esempio, erano maestri del sarcasmo politico. Nei Fescennini e nelle commedie di Plauto si prendevano in giro potenti, avari e cornuti — esattamente come faremmo noi oggi su Twitter. Persino Cicerone era famoso per le sue battute taglienti. La risata, insomma, è sempre stata un atto sovversivo. E oggi? Oggi ridiamo di preti, burocrati e Spirito Santo.

La barzelletta: il ragazzo, la bicicletta e lo Spirito Santo

C’era una volta un ragazzo che non voleva mai andare in Chiesa. Un giorno il prete lo vede passare in bicicletta e decide di andargli a parlare. Dopo qualche chiacchiera, il parroco gli chiede:

«Tu mi sembri un bravo ragazzo, ma come mai non entri mai in Chiesa?»

E il ragazzo risponde:

«E chi mi guarda la bicicletta?»

Il prete, pronto come non mai:

«Non ti preoccupare, affidala allo Spirito Santo!»

Ma il ragazzo non entra. Il giorno dopo la stessa storia. E quello dopo ancora. Per tre giorni di fila, stesso copione: prete entusiasta, ragazzo diffidente, bicicletta incustodita.

Poi, finalmente, il ragazzo si decide ed entra in chiesa. Il prete, raggiante, lo accoglie:

«Finalmente sei entrato! Forza, fatti il segno della croce e dimmi i tuoi peccati…»

Il ragazzo, solenne:

«Padre, Figlio… Amen.»

Il prete, perplesso:

«E lo Spirito Santo?»

Il ragazzo, con la più totale serenità:

«Mi sta guardando la bicicletta.»

Perché fa ridere? La spiegazione della barzelletta

Questa barzelletta è un piccolo gioiello di logica rovesciata. Il ragazzo non è scettico, non è blasfemo: è semplicemente coerente. Ha preso alla lettera le parole del prete — «affida la bici allo Spirito Santo» — e ne ha fatto un sistema teologico personale, funzionale e pragmatico. Lo Spirito Santo non è una figura mistica da invocare durante la preghiera: è, a tutti gli effetti, il migliore guardiano di biciclette della parrocchia.

Il colpo di scena finale funziona perché ribalta le aspettative su due livelli contemporaneamente: il segno della croce incompleto ci fa già sorridere, ma è la risposta sulla bicicletta a chiudere il cerchio in modo perfetto. Il ragazzo non ha torto — e questa è la cosa più divertente di tutte.

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