Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’essere umano, eppure la scienza fatica ancora a spiegarne appieno i meccanismi. Secondo la teoria dell’incongruenza, ridiamo quando qualcosa viola le nostre aspettative in modo non minaccioso: il cervello si aspetta una cosa, ne riceve un’altra, e reagisce con una risata. Non siamo soli in questo: gli scimpanzé, i ratti e persino i delfini producono vocalizzazioni associate al gioco che assomigliano alla risata umana. Il neurologo Robert Provine ha dimostrato che la risata è fondamentalmente un fenomeno sociale: ridiamo 30 volte di più in compagnia che da soli. Gli antichi Romani, dal canto loro, non erano certo sobri nell’umorismo: le loro barzellette, raccolte nel Philogelos (letteralmente “amante del riso”), prendevano di mira gli stupidi, i medici incompetenti e — sorpresa — gli abitanti di Abdera, considerati i “tarati” dell’antichità . Insomma, il senso del ridicolo è nel nostro DNA da millenni. E a proposito di incomprensioni culturali…
La barzelletta: il W.C. e il pastore protestante
Un’anziana coppia di coniugi inglesi decide di trascorrere le vacanze in Germania e, durante il soggiorno, trova una graziosa casetta rustica in vendita. La visitano, se ne innamorano, ma una volta usciti si rendono conto di un piccolo problema: non hanno visto il bagno. La signora, metodica come solo un’inglese sa essere, decide di scrivere una mail al proprietario dell’immobile, un pastore protestante della zona, chiedendo educatamente informazioni sul W.C.
Il pastore, uomo di chiesa e non certo esperto di eufemismi anglosassoni per i servizi igienici, non capisce l’abbreviazione. Scartabella, riflette, e alla fine giunge a una conclusione logicissima — per lui: W.C. deve stare per “Wayside Chapel”, una delle tante cappelle anglicane sparse per il territorio. Convinto di essere stato d’aiuto, risponde con una mail enciclopedica:
“Gentile Signora, sono lieto di informarla che il W.C. si trova a soli 9 chilometri dalla proprietà , facilmente raggiungibile con l’autobus locale. È aperto il martedì, il giovedì e la domenica. I posti a sedere sono 229, ma nei giorni di maggiore affluenza molti fedeli sono costretti a stare in piedi. Si consiglia di arrivare con un certo anticipo per assicurarsi un posto comodo. Ogni martedì sera si tengono riunioni miste. Vi è un apposito spazio per i bambini. I fotografi sono ammessi, ma devono avvertire in anticipo. I foglietti vengono distribuiti all’ingresso e riconsegnati all’uscita. L’aria condizionata garantisce il massimo del comfort anche nelle giornate più afose. Per chi proviene da lontano, è disponibile un parcheggio riservato proprio accanto all’ingresso principale.”
La signora, alla lettura della mail, rimane letteralmente senza parole.
Perché fa ridere? La spiegazione della barzelletta
Il meccanismo comico si basa su un classico equivoco linguistico cross-culturale: la sigla W.C. (Water Closet, ovvero il bagno) viene interpretata dal pastore come l’abbreviazione di una cappella anglicana. Da quel momento in poi, ogni dettaglio della risposta — i posti a sedere, i fotografi, i foglietti da riconsegnare — acquista un doppio senso irresistibile se riletto nell’ottica della funzione originale del W.C. La comicità esplode nel finale, quando il lettore rielabora mentalmente l’intera lettera sostituendo “cappella” con “bagno”:
- 229 posti a sedere — per un bagno, sarebbe un record mondiale
- Riunioni miste il martedì sera — meglio non approfondire
- Fotografi ammessi — speriamo di no
- Foglietti da riconsegnare all’uscita — la trovata più esilarante dell’intera storia
È l’incongruenza perfetta: tutto torna, niente torna. E questa è l’essenza stessa dell’umorismo.
