Se hai acquistato occhiali da vista o lenti a contatto nel corso del 2025, potresti avere diritto a un rimborso concreto in busta paga o in dichiarazione dei redditi. La normativa fiscale italiana, confermata anche per il 2026, prevede una detrazione IRPEF del 19% su queste spese sanitarie, senza la necessità di presentare un ISEE e senza un tetto massimo individuale. Una misura che vale la pena conoscere bene, perché in pochi ci pensano davvero al momento di compilare il 730.
Occhiali da vista e lenti a contatto: come funziona la detrazione fiscale al 19%
La deducibilità degli occhiali da vista è disciplinata dall’articolo 15 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, che classifica questi dispositivi come spese sanitarie detraibili. Il meccanismo è semplice: si applica un’aliquota del 19% sull’importo sostenuto, ottenendo un credito d’imposta direttamente scalabile dall’IRPEF dovuta. Se ad esempio hai speso 300 euro per un nuovo paio di occhiali da vista, la detrazione sarà di 57 euro che tornano direttamente nelle tue tasche.
La spesa va indicata nel modello 730 o nel modello Redditi PF, precisamente nel quadro E al rigo E10, dedicato alle spese sanitarie. Una buona notizia è che molte farmacie trasmettono automaticamente i dati all’Agenzia delle Entrate, quindi potresti trovare la spesa già precompilata nella tua dichiarazione. Questo però non significa che puoi abbassare la guardia: la documentazione resta fondamentale in caso di controllo.
Prescrizione medica e scontrino parlante: i documenti che non puoi ignorare
Per detrarre correttamente gli occhiali da vista o le lenti a contatto, servono due documenti precisi. Il primo è la prescrizione medica, rilasciata da un oculista o dal medico di base, che attesti la necessità correttiva. Il secondo è lo scontrino fiscale parlante, ovvero quello che riporta la natura sanitaria del prodotto acquistato, con diciture come “strumenti correttivi della vista” o la descrizione specifica del dispositivo. Non basta uno scontrino generico con scritto semplicemente “occhiali”: il documento deve essere esplicito sulla funzione terapeutica del prodotto.
Anche gli acquisti online sono detraibili, ma solo se effettuati presso farmacie autorizzate che rilasciano uno scontrino o fattura valida. Il pagamento tracciabile, sebbene non sempre obbligatorio per legge, è fortemente consigliato in ottica di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Lenti colorate, occhiali da sole graduati e casi speciali: cosa si può detrarre
Non tutto ciò che si porta sul naso è automaticamente detraibile. Gli occhiali da sole graduati rientrano nella detrazione, a patto che abbiano una funzione correttiva certificata. Le lenti a contatto colorate, invece, sono detraibili soltanto se prescritte per motivi terapeutici, non estetici. Stesso ragionamento vale per le lenti tinte: nessuna detrazione se l’acquisto è puramente estetico, anche se la montatura è della migliore qualità .
Per quanto riguarda i minori o i soggetti con disabilità , la detrazione spetta integralmente al tutore legale o al genitore che ha sostenuto la spesa, senza alcuna riduzione. Un dettaglio che in molte famiglie viene trascurato e che invece può fare una differenza concreta a fine anno.
Franchigia, tetto massimo e aggiornamenti fiscali 2026
C’è una soglia da tenere a mente: la franchigia di 129,11 euro annui, che si applica al totale delle spese mediche generali. Questo significa che la detrazione parte dalla quota eccedente quella soglia. Se nell’anno hai sostenuto solo 100 euro di spese sanitarie, non avrai nulla da detrarre. Ma se hai sommato più spese mediche — visite, farmaci, occhiali — il calcolo diventa molto più favorevole.
Per il 2026 è stato confermato un tetto cumulativo di 10.000 euro per alcune categorie di dispositivi medici non essenziali, ma gli occhiali correttivi e le lenti a contatto terapeutiche non subiscono limitazioni individuali particolari. Nessuna novità sostanziale rispetto agli anni precedenti: la detrazione al 19% resta accessibile a tutti i contribuenti IRPEF, senza distinzioni di reddito e senza obbligo di ISEE.
Come richiedere il rimborso: i passaggi da seguire per il 730
- Conserva la prescrizione medica e lo scontrino parlante fin dal momento dell’acquisto.
- Verifica il modello 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate: le spese trasmesse dalle farmacie potrebbero già essere presenti.
- Inserisci manualmente le spese mancanti nel quadro E, rigo E10.
- Il rimborso arriverà direttamente in busta paga o nella pensione (modello 730) oppure tramite compensazione su F24 per chi usa il modello Redditi PF.
In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un CAF o a un commercialista. La normativa è chiara nei principi generali, ma i casi particolari possono nascondere insidie che vale la pena evitare con una consulenza mirata.
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