La Carta Acquisti Pensionati è uno di quei sussidi che lo Stato mette a disposizione in silenzio, senza troppi annunci, eppure può fare una differenza concreta nella vita quotidiana di chi percepisce una pensione minima. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile, gestita da Poste Italiane, che consente di fare acquisti nei supermercati convenzionati, pagare bollette e acquistare farmaci in farmacia. Niente di lussuoso, ma qualcosa di molto pratico per chi ogni mese deve fare i conti con entrate ridotte.
Carta Acquisti Pensionati 2025: chi ha diritto al bonus da 80 euro bimestrali
Il beneficio è rivolto a una platea ben definita di cittadini italiani in condizioni economiche disagiate. Per accedervi bisogna avere almeno 75 anni di età e percepire una pensione INPS pari o inferiore a 629,83 euro mensili. Esiste però una deroga importante: chi ha superato i 70 anni ed è riconosciuto come cieco o sordomuto può rientrare nei requisiti anche prima di quella soglia anagrafica. Allo stesso modo, gli invalidi civili parziali o totali con pensione entro lo stesso importo possono beneficiarne, indipendentemente dall’età. C’è poi una terza categoria: le famiglie con almeno un figlio minorenne e un ISEE annuo non superiore a 6.371,16 euro, una soglia che fotografa situazioni di vera e propria povertà relativa.
L’importo caricato sulla carta è di 80 euro ogni due mesi, pari a circa 40 euro mensili. Non è una cifra che cambia la vita, ma per chi ha una pensione minima può coprire una parte significativa della spesa alimentare o una bolletta. I fondi caricati hanno una validità di 24 mesi dalla data di ricarica, quindi non c’è il rischio di perdere il beneficio se non si riesce a utilizzarlo subito.
Come funziona l’attivazione e dove si può usare la Carta Acquisti
Uno degli aspetti più interessanti di questo strumento è che, per molti aventi diritto, l’attivazione avviene in modo automatico. Poste Italiane, sulla base dei dati forniti dall’INPS, provvede a inviare direttamente la carta al domicilio del titolare. Questo significa che molte persone potrebbero già avere diritto al beneficio senza saperlo, o addirittura senza aver mai richiesto nulla.
Se la carta non è mai arrivata, o se si sospetta di rientrare nei requisiti senza averla ricevuta, è sufficiente recarsi a uno sportello di Poste Italiane con un documento d’identità valido e la documentazione della pensione. Il personale può verificare la posizione e, se tutto è in regola, procedere con l’emissione. Non serve fare lunghe file all’INPS né compilare moduli complicati: la procedura è pensata per essere accessibile anche a chi non ha dimestichezza con la burocrazia digitale.
La carta può essere utilizzata presso tutti gli esercizi commerciali convenzionati, una rete che include i principali supermercati della grande distribuzione, farmacie e alcuni altri punti vendita aderenti al circuito. Per verificare l’elenco aggiornato degli esercizi convenzionati è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero dell’Economia dedicato al programma.
Aggiornamenti 2026 sulla Carta Acquisti: cosa potrebbe cambiare con la Legge di Bilancio
Per il 2026 non sono ancora disponibili conferme ufficiali su eventuali modifiche ai requisiti di accesso o all’importo del beneficio. Come accade ogni anno, la Legge di Bilancio potrebbe introdurre variazioni alle soglie ISEE, all’importo bimestrale o alla platea dei beneficiari. È quindi fondamentale tenere d’occhio le comunicazioni ufficiali dell’INPS e di Poste Italiane nei prossimi mesi per non perdere eventuali aggiornamenti favorevoli.
I requisiti attualmente in vigore, validi come riferimento fino a nuove disposizioni, sono:
- Età minima di 75 anni con pensione INPS fino a 629,83 euro mensili
- Età superiore a 70 anni per ciechi e sordomuti con la stessa soglia di reddito
- Invalidità civile parziale o totale con pensione entro 629,83 euro mensili
- Famiglie con minori a carico e ISEE annuo non superiore a 6.371,16 euro
Chi ritiene di avere i requisiti ma non ha mai ricevuto la carta farebbe bene a non aspettare oltre. In molti casi si tratta semplicemente di un problema di comunicazione tra enti, risolvibile in pochi minuti allo sportello. Un piccolo passo burocratico che può tradursi in un aiuto concreto, mese dopo mese.
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