La barzelletta del paziente che sente l’infermiera consolare il chirurgo ti farà piangere dal ridere

Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta piuttosto interessante: il cervello umano ride quando percepisce un’incongruenza, ovvero quando le aspettative vengono deluse in modo inaspettato e non minaccioso. È la cosiddetta teoria dell’incongruenza, oggi tra le più accreditate in psicologia cognitiva. Curioso, vero? Anche gli animali ridono, a modo loro: gli scimpanzé emettono una sorta di ansimamento ritmico durante il gioco che ricorda moltissimo la nostra risata. Persino i topi, stando ad alcune ricerche, emettono ultrasuoni quando vengono solleticati. Insomma, il senso dell’umorismo non è poi così esclusivamente umano. Nella storia, l’approccio alla risata è cambiato parecchio: nel Medioevo ridere era quasi peccaminoso, associato alla frivolezza e al demonio. Gli Antichi Romani, invece, erano ben più disinvolti: amavano l’ironia politica, le barzellette sui medici incompetenti (già allora!), sui mariti cornuti e sui provinciali goffi. Cicerone stesso aveva una raccolta di battute. Detto questo, lasciamo la parola a una storia che avrebbe fatto ridere anche in un’antica taberna romana.

La barzelletta: il paziente più sveglio dell’ospedale

Un signore va in ospedale per sottoporsi a un intervento chirurgico. I dottori lo preparano per la sala operatoria, mentre la moglie attende fuori, in sala d’attesa. Pochi minuti dopo, però, la donna vede il marito che entra tutto trafelato, visibilmente agitato.

La moglie, preoccupata, gli dice:

«Ma che succede, caro? Perché sei scappato? Ti dovevano fare l’operazione!»

«Sì, lo so… ma sapessi. Ero disteso sul tavolo operatorio, e l’infermiera continuava a ripetere sottovoce: Non si preoccupi, non si preoccupi, è un’operazione facilissima!»

«Beh, e non ti sei tranquillizzato?»

«Neanche un po’. Perché non lo stava dicendo a me… lo stava dicendo al chirurgo.»

Perché fa ridere? La spiegazione della barzelletta

Questa barzelletta è un classico esempio di umorismo per ribaltamento delle aspettative: il lettore — esattamente come la moglie — presuppone che le parole rassicuranti dell’infermiera siano rivolte al paziente. Il colpo di scena finale rivela che il destinatario del conforto era il chirurgo, trasformando una situazione di routine in un incubo surreale. Il meccanismo comico si innesca proprio nell’ultimo secondo, quando la rilettura dell’intera scena cambia completamente di significato. In fondo, se c’è qualcuno che ha bisogno di essere rassicurato in sala operatoria, meglio che sia il paziente. Meglio.

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