La barzelletta del vigile e i pinguini in macchina: riderai fino alle lacrime

Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta abbastanza precisa: il cervello umano si attiva di fronte a un’incongruenza, ovvero qualcosa che viola le nostre aspettative in modo innocuo e sorprendente. È la cosiddetta teoria dell’incongruenza, oggi considerata la spiegazione più solida del meccanismo comico. Non siamo soli in questo: anche alcune scimmie, ratti e persino cani emettono suoni associabili alla risata durante il gioco. I ratti, in particolare, producono ultrasuoni a 50 kHz quando vengono solleticati — dettaglio che, ammettiamolo, è già di per sé abbastanza esilarante.

Nella storia, l’umorismo ha cambiato forma ma non sostanza. Gli antichi Romani ridevano soprattutto di difetti fisici, stranieri e situazioni scabrose — Cicerone dedicò un intero capitolo del De Oratore alla teoria del comico. Il bersaglio preferito? I Greci, i barbari e i potenti caduti in disgrazia. Insomma, il classico umorismo “al ribasso” che oggi chiameremmo satira feroce. Nel Medioevo ridere era quasi peccato (Umberto Eco ci ha scritto un romanzo), mentre nel Novecento la comicità è diventata uno strumento politico e sociale potentissimo. Oggi, nell’era dei meme, la risata dura tre secondi e viene consumata su uno schermo. Ma una buona barzelletta, quella vecchio stile, resiste ancora. Come questa.

La barzelletta dei pinguini

Un vigile ferma un ragazzo alla guida di un’auto. Sul sedile posteriore nota qualcosa di insolito: due pinguini.

– Ma dove se ne va, lei, con questi pinguini in macchina? Li porti subito allo zoo!
– Va bene, signor vigile, lo farò senz’altro!
– Se me lo promette, la lascio andare!
– Sì sì, stia tranquillo, lo prometto!

Il vigile lo lascia andare. Il giorno dopo, però, il caso vuole che fermi di nuovo lo stesso ragazzo, con la stessa macchina — e gli stessi due pinguini sul sedile posteriore. L’unica differenza? I pinguini ora hanno due cuffiette da nuoto sulla testa.

– Ma cosa fa di nuovo con questi due pinguini in macchina? Ieri mi aveva promesso che li avrebbe portati allo zoo!
– Sì sì, infatti ieri li ho portati allo zoo. Oggi invece li porto a nuotare in piscina!

Perché fa ridere?

Torniamo alla teoria dell’incongruenza citata all’inizio: il cervello si aspetta che la storia si risolva in un modo logico — il ragazzo porta i pinguini allo zoo e fine. Invece la narrazione rispetta la promessa in modo letterale ma la tradisce nello spirito, rivelando che il ragazzo tratta i pinguini esattamente come se fossero amici con cui organizzare attività ricreative settimanali. Le cuffiette da nuoto sono il dettaglio visivo che trasforma una semplice battuta in una scena quasi cinematografica: impossibile non immaginare due pinguini impettiti con le cuffiette rosa in testa, pronti per il cloro.

Il meccanismo comico si chiama paraprosdokian: una conclusione che ribalta completamente le aspettative del pubblico. Usatissimo da Groucho Marx, Woody Allen e — a quanto pare — anche da anonimi autori di barzellette sui pinguini.

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